L’ultimo arrotino di Roma
L’ultima bottega artigiana di un arrotino è in via Merulana, al civico 66, l’arrotino e coltelleria storica Zoppo.
Il titolare, Sergio Zoppo, ha più di 80 anni e ha ormai intenzione di abbandonare il mestiere, sperando di lasciare il locale in buone mani.

Il mestiere dell’arrotino
L’arrotino è una figura professionale antica, le cui radici si perdono nella notte dei tempi. Egli è colui che affila gli utensili taglienti, come coltelli, forbici e strumenti da taglio, garantendo loro una seconda vita e mantenendoli funzionali.
In passato, l’arrotino era una presenza costante nelle strade delle città italiane. Con la sua tipica bicicletta o carretto munito di pietra rotante, era facile riconoscerlo dal suono caratteristico prodotto dall’affilatura degli utensili. Con un semplice fischio o grido, annunciava il suo passaggio, e la gente usciva dalle proprie case portando coltelli e forbici da affilare.
Il ruolo dell’arrotino era essenziale, specialmente in un’epoca in cui non era semplice sostituire utensili e strumenti. Mantenere affilato un coltello significava non solo prolungarne la durata, ma anche garantire una migliore efficienza in cucina o nel lavoro quotidiano.
Oggi, la figura dell’arrotino è diventata più rara. La cultura dell’ “usa e getta” e la facilità di acquistare nuovi utensili hanno ridotto la necessità di questi professionisti.
Nonostante ciò, in alcune città e quartieri, è ancora possibile incontrare l’arrotino, simbolo di un mestiere antico e di una tradizione che rifiuta di scomparire.
Molte persone apprezzano ancora l’abilità e la maestria dell’arrotino, preferendo affidare i propri utensili taglienti alle mani esperte piuttosto che sostituirli. Dopotutto, un buon coltello affilato da un professionista può durare una vita intera e raccontare storie di generazioni passate.
Le parole di Sergio Zoppo
“Siamo stati la prima bottega di Roma – ci racconta – perché la mia famiglia è in attività dal 1871. Prima il mio bisnonno, poi papà, poi io. Da Piazza dell’Orologio ci siamo trasferiti prima in via Napoleone III e poi a via Merulana. È un mestiere che ti entra dentro ed è stato difficile fare altro perché si lavorava tantissime ore al giorno, almeno dodici”
“Non ho mai consigliato a figli e nipoti di fare gli artigiani a Roma. Meglio uno stipendio fisso che una vita di sacrifici come quella che ho avuto io. Il sistema, lo Stato non ha mai tutelato la categoria, ci ha spezzato le gambe perché non c’è più uno stagnaro, un vetraio, un falegname; sono rimasti sono gli appassionati che sopravvivono, tra mille difficoltà. Una volta i portieri dei palazzi facevano i ciabattini, se erano donne le sarte. Oggi il calzolaio non esiste più e anche le sarte come le conoscevamo una volta hanno lasciato il posto ai grandi atelier.“
“Le mole per affilare coltelli, forbici. Ne esiste una per qualsiasi elemento da affilare. Una volta si utilizzava soltanto quella a smeriglio; adesso sono diversificate. Una volta c’era il carretto che si azionava con la pedalata, oggi usiamo i motori. La tecnica si è perfezionata. Per affilare un rasoio basta ‘portarlo a filo’ mentre per una forbice bisogna stare attenti all’incavo.“

Arrotino e coltelleria storica Zoppo
Via Merulana, 66, 00185 Roma
06 7045 3473
anticacoltelleriazoppo.it












