Il carciofo romano
Il Carciofo Romano è una varietà di carciofo molto apprezzata, particolarmente diffusa nella regione del Lazio, in Italia, soprattutto nella zona di Ladispoli, a Roma. È riconosciuto come un prodotto IGP (Indicazione Geografica Protetta), che sottolinea la sua qualità e legame con il territorio di produzione.
Storia del Carciofo Romano
Il carciofo, nome scientifico Cynara scolymus, è una pianta originaria del bacino del Mediterraneo. Le sue prime tracce risalgono all’epoca dei Romani e dei Greci, i quali apprezzavano la pianta sia per i suoi usi culinari che per le sue proprietà medicinali.
Per quanto riguarda specificamente il Carciofo Romano, la sua storia è strettamente legata alla zona del Lazio, e in particolare alla città di Ladispoli, situata a nord ovest di Roma. Nonostante le sue origini antiche, il riconoscimento ufficiale di questa varietà come prodotto tipico della regione del Lazio è avvenuto solo in tempi relativamente recenti.
Il prodotto ha ottenuto il marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta) dall’Unione Europea nel 1997.
Questo riconoscimento garantisce che il carciofo sia coltivato secondo metodi tradizionali, nella specifica regione geografica del Lazio, e che abbia qualità e caratteristiche uniche, legate al suo territorio di produzione.
La Sagra del Carciofo Romano, che si tiene ogni anno a Ladispoli, è una festa che celebra questa prelibatezza e ne segna l’importanza nella cultura e nella tradizione culinaria locale. Questa sagra attira migliaia di visitatori e offre una varietà di piatti a base di carciofo, evidenziando la versatilità e il sapore distintivo di questo prodotto unico nel suo genere.
Metodo di produzione

Il metodo di produzione segue un preciso disciplinare imposto dall’Indicazione Geografica Protetta (IGP).
Il ciclo di coltivazione del carciofo inizia con la preparazione del terreno durante l’estate, per poi procedere con la piantagione dei tra settembre e ottobre. I carciofi si sviluppano durante l’inverno, per poi essere raccolti tra febbraio e maggio.
La lavorazione avviene subito dopo la raccolta.
I carciofi vengono “scozzati”, ovvero vengono tolti i petali esterni più duri, poi si procede al “cimatura”, durante la quale si taglia la parte apicale del capolino per eliminare le eventuali spine residue e le parti più dure.
Per mantenere la freschezza, vengono spesso conservati in acqua con limone, che evita l’ossidazione e quindi il deterioramento del prodotto.
Caratteristiche del carciofo romano
Si tratta di un carciofo senza spine, con capolino sferico, foglie verde-violetto, e ha un peso medio di 150-200 grammi.
Dal sapore dolce e delicato, meno amaro rispetto ai carciofi tradizionali e dalla polpa tenera e succosa.
Si tratta di un vegetale ricco di nutrienti e con poche calorie:
- Energia: 47 Kcal
- Proteine: 3,3 g
- Carboidrati: 10,5 g
- Fibre: 5,4 g
- Grassi: 0,2 g
- Vitamina C: 12 mg
- Calcio: 44 mg
- Ferro: 1,28 mg
- Potassio: 370 mg
Zone autorizzate alla produzione a marchio IGP
- Nella Provincia di Roma: tutta la provincia è inclusa, con particolare riferimento ai comuni di Ladispoli e Cerveteri.
- Nella Provincia di Viterbo: comprende i comuni di Tarquinia, Montalto di Castro e parte del comune di Tuscania.
- Nella Provincia di Latina: sono inclusi i comuni di Aprilia e Cisterna di Latina.
Ricette tipiche

Il Carciofo Romano è estremamente versatile in cucina e può essere utilizzato in una serie di ricette tradizionali della cucina romana e italiana. Ecco alcune delle ricette più famose:
- Carciofi alla Romana: I carciofi vengono puliti e privati delle foglie esterne più dure, quindi vengono farciti con un trito di prezzemolo, aglio, sale e pepe. Dopo di che, vengono cotti lentamente in una padella con acqua e olio d’oliva fino a quando diventano teneri.
- Carciofi alla Giudia: Questa è una ricetta tipica della cucina ebraico-romana. I carciofi vengono prima bolliti in acqua acidulata con limone e poi fritti in olio d’oliva fino a diventare croccanti. Dovrebbero aprire le foglie come un fiore durante la frittura.
- Pasta con i carciofi: I carciofi possono essere utilizzati per fare un delizioso sugo per la pasta. Sono puliti e tagliati a spicchi, poi saltati in padella con aglio e olio d’oliva, infine aggiunti alla pasta cotta.
- Carciofi Ripieni: I carciofi vengono puliti e le foglie allargate per fare spazio per un ripieno. Il ripieno può variare, ma di solito include pangrattato, formaggio grattugiato, aglio, prezzemolo, sale e pepe. Dopo essere stati riempiti, i carciofi vengono cotti in forno o stufati in una padella con olio d’oliva.
- Insalata di carciofi crudi: I carciofi possono essere mangiati anche crudi, sottilmente affettati e aggiunti a un’insalata con olio d’oliva, limone, sale e pepe.












