Ricetta delle fettuccine alla papalina

Fettuccine alla papalina
Attrezzatura
- 1 Pentola grande
- 1 Padella grande
- 1 Colino per pasta
- 1 ciotola media
- 1 Frusta da cucina
- 1 Tagliere
Ingredienti
- 250 gr fettuccine
- 100 gr prosciutto cotto
- 100 gr panna da cucina
- 50 gr burro
- 50 gr parmigiano grattugiato
- 2 tuorli d'uovo
- q.b. pepe nero
- q.b. sale
Istruzioni
- Portare a ebollizione una pentola d'acqua salata e cuocere le fettuccine seguendo le indicazioni sulla confezione fino a quando saranno al dente. Scolare e riservare un po' d'acqua di cottura.250 gr fettuccine, q.b. sale
- Nel frattempo, in una padella grande, sciogliere il burro a fuoco medio-basso e aggiungere il prosciutto cotto tagliato a striscioline. Far soffriggere per qualche minuto.100 gr prosciutto cotto, 50 gr burro
- Aggiungere la panna nella padella con il prosciutto, mescolare bene e lasciare cuocere per un paio di minuti.100 gr panna da cucina
- In una ciotola a parte, sbattere i tuorli d'uovo con il parmigiano reggiano grattugiato.2 tuorli d'uovo, 50 gr parmigiano
- Togliere la padella dal fuoco e aggiungere il mix di uova e formaggio, mescolando bene. Se necessario, aggiungere un po' d'acqua di cottura della pasta per rendere la salsa più cremosa.Unire le fettuccine al condimento nella padella e mescolare bene per amalgamare.
- Servire immediatamente, spolverando con ulteriore parmigiano e pepe nero a piacere.q.b. pepe nero
Fettuccine alla papalina, il piatto romanesco dimenticato
Le fettuccine alla papalina sono un piatto che ha origine a Roma, nato come variante della più conosciuta carbonara. La leggenda vuole che questa ricetta sia stata creata su richiesta di Papa Pio XII, da cui il nome “papalina”. La cucina romanesca è talmente ricca di piatti e sue varianti che nel corso del tempo, alcuni di questi piatti, sono stati “messi da parte”, quasi dimenticati; è il caso delle fettuccine alla papalina.
Storia delle fettuccine alla papalina
Le fettuccine alla papalina sono un piatto la cui storia si intreccia con le vicende di una figura di rilievo nella Roma del XX secolo, Papa Pio XII, Eugenio Pacelli. Secondo la tradizione, l’origine di questo piatto risale agli anni ’30 o ai primi anni ’50, e vede come protagonista il futuro Papa Pio XII, che, desiderando un piatto nuovo ma che fosse legato in qualche modo alla cucina tipica romana, chiese una variante più leggera e raffinata della tradizionale carbonara romana.

Il Cardinale Eugenio Pacelli, in procinto di diventare Papa Pio XII, si racconta fosse un abituale cliente del ristorante “La Cisterna” a Roma, situato vicino al Vaticano. In una delle sue visite, chiese al cuoco di preparare un primo piatto che fosse più leggero e raffinato rispetto alla carbonara, che era molto amata ma considerevole più pesante. La risposta del cuoco a questa richiesta fu la creazione delle fettuccine alla papalina, un piatto che manteneva l’essenza della carbonara ma con una texture più delicata e un gusto più leggero grazie all’uso del prosciutto cotto al posto del guanciale e l’aggiunta della panna.
Dopo la sua creazione, le fettuccine alla papalina divennero un piatto apprezzato e si guadagnarono un posto di rilievo nella tradizione culinaria romana. Questo piatto rappresenta un esempio di come la cucina tradizionale può evolvere per soddisfare gusti e richieste nuove, mantenendo al contempo un legame forte con le sue radici.
Le differenze con la più nota carbonara
La differenza principale tra la carbonara e la papalina è l’utilizzo del prosciutto cotto al posto del guanciale e la presenza della panna. La papalina mantiene i tuorli d’uovo e formaggio grattugiato, caratteristiche condivise con la carbonara.
L’introduzione del prosciutto cotto e della panna rende le fettuccine alla papalina un piatto più delicato rispetto alla carbonara, e la sua nascita rappresenta un adattamento della tradizione culinaria romana a nuovi gusti e influenze. Il piatto è diventato un classico della cucina romana, apprezzato per la sua cremosità e la sua capacità di combinare ingredienti tradizionali in una nuova, deliziosa variante. Non si vive di sola carbonara!












