Quando si parla di Fiuggi, la prima cosa che viene in mente è quasi sempre l’acqua. Ed è comprensibile: quella sorgente ha costruito la reputazione internazionale di questa cittadina laziale in provincia di Frosinone. Ma fermarsi a questa sola associazione sarebbe un errore. Fiuggi è, in realtà, una città doppia: c’è Fiuggi Terme, la parte bassa e moderna nata agli inizi del Novecento attorno agli stabilimenti termali, e c’è Fiuggi Città, il borgo medievale arroccato su un colle a quasi 750 metri di quota, dove il tempo scorre in maniera diversa e ogni vicolo racconta qualcosa di antico.
Se vai a Fiuggi e non sali al borgo, hai visto solo metà del posto. E probabilmente la metà meno interessante.
Il borgo medievale: il cuore antico che pochi si aspettano
Fiuggi Città è una sorpresa per chi arriva aspettandosi solo hotel e fontanelle. Il borgo fu costruito intorno all’anno Mille, quando le comunità della zona si rifugiarono sulle alture per difendersi dalle invasioni. L’impianto urbanistico è rimasto fedele a quell’origine: un labirinto di vicoli in pendenza, case in pietra, scalinate strette, archi bassi e piazzette nascoste che si aprono all’improvviso regalandoti scorci inaspettati sui Monti Ernici.
Piazza Trento e Trieste e il Palazzo Comunale
Il punto di riferimento del borgo è Piazza Trento e Trieste, dove si affaccia il Palazzo Comunale, costruito negli anni Venti del Novecento ispirandosi all’architettura quattrocentesca fiorentina. Ha un aspetto da piccolo castello con la sua torre merlata e l’orologio, ed è il fulcro della vita pubblica cittadina. Proprio qui, la sera del 2 febbraio di ogni anno, si celebra la Festa delle Stuzze: grandi falò di paglia e legna vengono accesi in memoria di una leggenda medievale secondo cui il fuoco avrebbe ingannato i Saraceni che volevano razziare il borgo nel 1298, facendoli fuggire convinti che la città fosse già in fiamme. Una tradizione che vale da sola un viaggio.

Le chiese e Palazzo Falconi
Il centro storico è punteggiato di chiese che meritano una visita anche se non sei particolarmente appassionato di arte sacra. La Collegiata di San Pietro Apostolo, consacrata nel 1617, è la principale. Poi ci sono la chiesa di Santo Stefano e quella di Santa Maria del Colle, costruita tra il Duecento e il Trecento fuori dal perimetro murario originario, con una storia travagliata che durante la Seconda Guerra Mondiale l’ha privata del suo campanile.
Palazzo Falconi, edificio settecentesco nel cuore del borgo, porta con sé una curiosità storica: verso il 1800 si sparse la voce che Napoleone fosse in procinto di passare da Fiuggi. Un pittore anonimo, entusiasta o forse solo opportunista, gli dedicò un’intera sala affrescata. Napoleone non arrivò mai. La sala è rimasta.
I murales: arte contemporanea tra i vicoli
Negli ultimi anni il borgo è stato arricchito da una serie di murales realizzati da artisti italiani e internazionali, tra cui Riccardo Rapone, Luis Gomez De Teran e Mauro Pallotta. Le opere raccontano la storia di Fiuggi attraverso i suoi personaggi: il guerriero Ernico, Papa Bonifacio VIII, Marco Antonio Colonna e le figure della vita quotidiana di un tempo, come la sarta e il fornaio. È un modo originale per leggere la città camminando, e trasforma ogni angolo del borgo in una piccola galleria a cielo aperto.
L’acqua di Fiuggi: storia e proprietà di una sorgente leggendaria
Non si può parlare di Fiuggi senza dedicare il giusto spazio alla sua acqua. Del resto, senza di essa questa città non esisterebbe nella forma che ha oggi. Le sorgenti erano già note in epoca romana con il nome di Fons Arilla, come testimoniano i resti di costruzioni romane ritrovati nei dintorni. Nel Medioevo la loro fama esplose grazie a Papa Bonifacio VIII, che soffriva di calcoli renali — allora chiamati mal della pietra — e che fece trasportare l’acqua appositamente a Roma per diversi anni.
La testimonianza più celebre rimane però quella di Michelangelo Buonarroti. In una lettera del 1549 racconta di aver bevuto per due mesi quell’acqua che lui stesso definì “l’acqua che rompe la pietra”, ottenendo un netto miglioramento della sua calcolosi. Secoli dopo, tra i frequentatori illustri di Fiuggi si annoverano anche Papa Pio X, Giovanni Giolitti, Benedetto Croce e Alcide De Gasperi.
Perché quest’acqua è diversa dalle altre
Il segreto sta nel territorio. In epoca preistorica la conca di Fiuggi era un lago che si è nel tempo riempito di strati di limo, argilla, tufi e ceneri vulcaniche. Filtrando attraverso questa coltre, l’acqua acquisisce una composizione chimica unica. È un’oligominerale fredda — sgorga a 12,4°C — con un residuo fisso di 145 mg/l, povera di sodio ma ricca di silice e acido fulvico, la sostanza a cui si attribuisce la capacità di disaggregare i calcoli renali.
È indicata in modo particolare per chi soffre di calcolosi delle vie urinarie, iperuricemia, gotta e disturbi del metabolismo. Ma anche chi è semplicemente in cerca di un’azione depurante e diuretica naturale può trarne beneficio. Va detto però che per sfruttarne appieno le proprietà, l’ideale è berla direttamente alla fonte, nel contesto di un ciclo di cure idropiniche guidate.
Le Terme di Fiuggi: Fonte Bonifacio VIII e Fonte Anticolana
Gli stabilimenti termali dove si beve e si “fa la cura” sono due, entrambi immersi nel verde.
La Fonte Bonifacio VIII è quella più antica e più centrale, progettata negli anni Sessanta dall’architetto Luigi Moretti con un’architettura di volumi curvi e porticati aperti che si integra con eleganza nel parco. È il luogo della cura idropinica mattutina: più di cento fontanelle distribuite tra alberi di castagno, pini e querce permettono di sorseggiare l’acqua lentamente, passeggiando. Al suo interno ci sono anche ambulatori specialistici, tra cui un centro dedicato allo studio e alla terapia della calcolosi urinaria.

La Fonte Anticolana, nota anche come Fonte Nuova perché inaugurata negli anni Trenta, è invece la meta del pomeriggio. Il parco che la circonda è più vasto e attrezzato: ci sono campi da tennis, minigolf, spazi per i bambini e persino un teatro all’aperto — il Teatro delle Fonti — che ospita concerti ed eventi culturali durante la bella stagione. L’atmosfera è più rilassata e familiare.
Natura, escursioni e dintorni
Fiuggi è anche un ottimo punto di partenza per esplorare la Ciociaria e i suoi paesaggi. A pochi minuti d’auto si trova il Lago di Canterno, un bacino di origine carsica incastonato tra le vette dei Monti Ernici, uno degli angoli naturali più suggestivi dell’intero Lazio. I sentieri che lo percorrono sono adatti a tutti e permettono di immergersi in una natura ancora intatta.
Chi ama camminare può seguire il tracciato che porta verso la Pratalonga, un pianoro verde a metà strada tra Fiuggi e Guarcino, ideale nelle stagioni di mezzo. E per chi vuole qualcosa di inconsueto, sul Monte Cesino si trova la Big Bench n°328, una delle celebri panchine giganti del progetto di Chris Bangle: bianca e gialla, affacciata su un panorama di colline e boschi che toglie il respiro.
Nelle vicinanze vale la pena spingersi fino ad Anagni, la “Città dei Papi” con la sua straordinaria cattedrale romanica e la cripta affrescata — che in molti definiscono la Cappella Sistina del Medioevo — e ad Alatri, con le imponenti mura ciclopiche di epoca preromana.
Sapori ciociari: cosa mangiare a Fiuggi e dintorni
Una visita a Fiuggi sarebbe incompleta senza sedersi a tavola e assaggiare quello che la Ciociaria sa offrire. La cucina locale ruota attorno a ingredienti genuini: l’olio extravergine prodotto in zona ha una qualità altissima ed è protagonista di molte preparazioni. I salumi, i formaggi stagionati e la pasta fatta a mano — dai fettuccini ai ciociari — sono elementi fissi dei menu dei ristoranti del borgo.
Da non perdere è il Cesanese, vino rosso a Denominazione di Origine Controllata e Garantita prodotto proprio in questa parte del Lazio, con un carattere deciso e una profondità che si sposa benissimo con la carne e i piatti della tradizione contadina.

Fiuggi possiede, dopo Roma, il maggior numero di alberghi del Lazio
Non è un dettaglio trascurabile: Fiuggi è storicamente attrezzata per ospitare. L’offerta ricettiva spazia dagli hotel storici di charme alle strutture con spa integrate, dai bed and breakfast nel centro storico agli appartamenti nei vicoli del borgo. Il Palazzo della Fonte, inaugurato nel 1913 e considerato uno dei grandi alberghi d’Europa nel suo periodo d’oro, è ancora oggi un simbolo della stagione più gloriosa del turismo termale italiano.
Quando andare a Fiuggi
La primavera e l’inizio dell’autunno sono le stagioni migliori: il clima è mite, il verde dei boschi è ai suoi massimi e le strutture termali lavorano a pieno regime senza la ressa estiva. L’estate, tuttavia, ha il suo appeal perché Fiuggi offre frescura naturale grazie all’altitudine, ed è spesso scelta come rifugio dal caldo di Roma, distante meno di 90 km. L’inverno ha un fascino più raccolto, con i falò della Festa delle Stuzze a febbraio che regalano un’atmosfera unica.
In qualsiasi stagione tu scelga di andarci, porta scarpe comode, una borraccia da riempire alle fontanelle e la voglia di camminare senza fretta. Fiuggi si gusta così.












