La cucina romana è molto più di una tradizione gastronomica: è memoria di quartiere, storie di famiglia, botteghe che resistono e continuano a fare da presidio sul territorio. Alla Giornata del Commercio Romano questi valori prendono forma nei piatti, nei racconti e nei volti di chi ogni giorno tiene aperta una porta sulla Roma autentica.
Tra i protagonisti ci sono ristoratori, artigiani del gusto e bottegai storici che rappresentano quartieri diversi ma uniti dalla stessa idea: difendere una cucina fatta di materie prime vere, ricette tramandate e un rapporto diretto con i clienti.
I ristoratori
Danilo Valente – Trattoria Da Danilo
All’Esquilino, a due passi da piazza Vittorio, Trattoria Da Danilo è diventata una vera roccaforte della cucina romanesca. Le pareti tappezzate di foto raccontano anni di lavoro, di ospiti affezionati e di una cucina che non ha mai tradito la sua identità.
La firma della casa è “Sua Maestà la Carbonara”, considerata da tanti una delle migliori di Roma: uno spaghettone di Gragnano mantecato come si deve, con uova, guanciale e pecorino protagonisti assoluti. Intorno, un menu che tiene vivo il repertorio romano classico, dalle paste della tradizione alle seconde di carne.
In sala si respira quell’atmosfera da vera trattoria di quartiere: tavoli vicini, chiacchiere, servizio diretto e la sensazione di entrare in un posto che difende la romanità in un rione sempre più multietnico.

Alessandro Ferracci Dente
La cucina di Alessandro Ferracci Dente è un ponte tra la memoria delle case romane e una sensibilità contemporanea. Il suo racconto gastronomico parte da piatti che hanno cresciuto generazioni intere, ma li rilegge con attenzione alle tecniche, alle cotture e all’equilibrio dei sapori.
In degustazione propone piatti iconici come il pollo con i peperoni e la panzanella, dove la materia prima è centrale e il gusto resta immediato, diretto, quasi “domestico”, pur con un tocco da cucina d’autore. È una cucina che parla di memoria contadina, di stagioni, di ingredienti semplici trasformati in comfort food romano, senza fronzoli ma con grande precisione.
Ambasciata d’Abruzzo
Dal 1960, nel cuore dei Parioli, Ambasciata d’Abruzzo è un punto di riferimento per chi cerca una cucina che tiene insieme Roma e l’Appennino abruzzese. È un ristorante di famiglia che nel tempo ha saputo rinnovarsi negli ambienti senza perdere il suo carattere caldo e accogliente.
Qui il menu è un dialogo continuo tra Lazio e Abruzzo: in degustazione troviamo il pollo ai peperoni in chiave romanesca, ma anche gli immancabili arrosticini abruzzesi, simbolo di una tradizione pastorale fatta di fuoco vivo, pazienza e materia prima selezionata.
Ogni piatto racconta una storia di territorio, di prodotti scelti con cura, di una sala che accompagna l’esperienza con un servizio attento ma mai impostato. È una vera “ambasciata” del gusto, dove due regioni si incontrano nello stesso piatto.
Mauro Trabalza – Trattoria Sora Lella
Sull’Isola Tiberina, nel pieno del Tevere, la Trattoria Sora Lella è uno dei luoghi simbolo della cucina romanesca. Nata dalla figura indimenticabile di Elena Fabrizi, oggi vede in Mauro Trabalza il suo erede ai fornelli e in sala, custode di una tradizione che è insieme gastronomica e culturale.
In menu vivono piatti che hanno fatto la storia di Roma: trippa alla romana, fagioli con le cotiche, minestre robuste, secondi “di una volta” che parlano di una città popolare, concreta, innamorata del quinto quarto.
Mauro non è solo chef, ma anche attore teatrale e interprete di sonetti romaneschi: unisce palco e cucina, parole e sapori. A Sora Lella la cena diventa un piccolo viaggio nella romanità, dove il piatto è il primo attore ma il contesto – l’Isola, le mura, i ricordi – completa il quadro.

Virgilio Cecchini – Gastronomia Cecchini
Con Gastronomia Cecchini, Virgilio Cecchini rappresenta il volto artigiano della norcineria romana. È una vera famiglia di norcini, custodi di un sapere fatto di manualità, tempi lunghi e selezione rigorosa delle carni.
Nel banco convivono prosciutti, salami, salsicce, guanciale, pancette e una ricca offerta di gastronomia calda e fredda che permette di portare a casa, o in ufficio, il sapore della cucina di una volta.
I servizi di catering, molto radicati nel quartiere Esquilino, mostrano un modo di fare commercio che punta sulle relazioni: conoscere i clienti per nome, seguire gli eventi familiari, diventare un punto di riferimento quando c’è da organizzare una festa o un rinfresco. È una bottega che tiene insieme artigianato, relazione e territorio.
Andrea Roscioli – Forno Roscioli Esquilino
Nel 1978, in via Buonarroti, nasce il Forno Roscioli Esquilino, oggi guidato da Andrea Roscioli. Il forno è diventato negli anni un simbolo della colazione e della merenda romane, ma anche di una filosofia chiara: “dare il pane buono alla gente”.
Il pane, fatto con cura e lievitazioni pensate per la digeribilità, è il cuore dell’attività. Accanto, una pizza bianca romana che è un manifesto di semplicità perfetta, soprattutto quando viene farcita con la mortadella, come da tradizione di strada.
Il forno è un punto di riferimento quotidiano: chi abita in zona ci passa per il pane, chi lavora nei dintorni per uno spicchio di pizza o una focaccia. È una di quelle botteghe che scandiscono i ritmi del quartiere e raccontano, giorno dopo giorno, una Roma fatta di profumi di forno e di piccole abitudini condivise.
Un mosaico di romanità da mangiare
Messi insieme, questi nomi compongono un mosaico di romanità: trattorie storiche, gastronomie di quartiere, forni iconici e cucine che reinterpretano la tradizione con rispetto e personalità.
Alla Giornata del Commercio Romano non portano solo piatti, ma storie di lavoro, di famiglia e di quartiere. Ogni carbonara, ogni trippa, ogni arrosticino, ogni fetta di pizza bianca con la mortadella diventa un tassello di un racconto più grande: quello di una città che continua a riconoscersi nelle sue botteghe, nei suoi ristoratori e in chi, ogni giorno, tiene accesa la luce del proprio locale per far vivere Roma attraverso il cibo.
I produttori
Se i ristoratori portano in tavola la romanità con piatti e ricette, produttori sono la spina dorsale silenziosa che alimenta ogni giorno bar, osterie, trattorie, gastronomie e forni. Alla Giornata del Commercio Romano arrivano con le loro storie di impresa, di campagna, di ricerca sul prodotto e di relazioni costruite nel tempo con il mondo della ristorazione.
Dal caffè del bar sotto casa all’olio extravergine che profuma la bruschetta, dai formaggi di montagna ai vini che raccontano l’Agro Pontino, queste realtà disegnano un itinerario del gusto che attraversa Roma e il Lazio, mostrando quanto il tessuto commerciale sia intrecciato con la cultura della città.
Caffè Trombetta
Caffè Trombetta è una delle torrefazioni simbolo di Roma, presente tanto nei bar quanto nelle case dei romani. Le sue miscele nascono da una selezione attenta delle origini e da una tostatura studiata per esaltare aroma e corpo, così da ottenere un espresso dal carattere deciso e riconoscibile.
Alla Giornata del Commercio Romano porta proprio questo racconto: il caffè come rito quotidiano, come pausa condivisa, come linguaggio comune tra chi sta al bancone e chi si ferma per un espresso al volo. È il filo che lega bar storici, piccole caffetterie di quartiere e famiglie che scelgono la stessa miscela da anni.
E come ama ripetere il Presidente di Associazione Botteghe Romane, Enrico Corcos: “Una cena non è perfetta se non termina con il caffè di Trombetta“

Agnoni
L’azienda agricola Agnoni nasce nel cuore del Lazio e ha fatto delle conserve, dei sottoli e dell’olio extravergine la propria identità. I suoi carciofi, le verdure in olio e le specialità di campagna sono il risultato di una filiera che tiene insieme campi, stagioni e lavorazione artigianale.
In degustazione porta vasetti che sanno di dispensa di casa: prodotti che diventano antipasti, contorni, ingredienti per ricette semplici e genuine. Il legame con la filiera corta è centrale: pochi passaggi, controllo diretto sul prodotto e un equilibrio costante tra tradizione contadina e esigenze della ristorazione moderna.
Frantoio Gallotti
Il Frantoio Gallotti conserva e rinnova la tradizione dell’olio extravergine di qualità, mettendo al centro le cultivar locali e un lavoro di frangitura pensato per rispettare profumi e caratteristiche dell’oliva.
Alla Giornata del Commercio Romano porta oli che si sposano alla perfezione con la cucina romanesca e contadina: bruschette, verdure, zuppe, legumi, piatti poveri che diventano memorabili quando sopra ci va un filo d’olio fatto come si deve. È un esempio concreto di come l’olio non sia un semplice condimento, ma un vero ingrediente identitario.
Azienda Scarchilli – Gran Cacio di Morolo
Ai piedi dei Monti Lepini, a Morolo, la Azienda Scarchilli lavora il latte dal 1933. Il suo nome è legato a doppio filo al Gran Cacio di Morolo, un formaggio che nel tempo è diventato simbolo delle eccellenze casearie della Ciociaria.
In degustazione arrivano formaggi semistagionati e stagionati che raccontano un territorio fatto di pascoli, transumanza, piccole lavorazioni ancora legate al lavoro manuale. Ogni forma è il risultato di tempo, pazienza e cura: qualità che si ritrovano nei taglieri di salumi e formaggi serviti nelle osterie e nelle enoteche di Roma.
Casale del Giglio
Nell’Agro Pontino, Casale del Giglio è una cantina che ha puntato sulla sperimentazione in vigna e su una viticoltura capace di dare al Lazio una nuova voce nel panorama del vino italiano. Tra i suoi vini più rappresentativi ci sono etichette come Mater Matuta, Satrico e Petit Verdot, diventate veri punti di riferimento.
Alla Giornata del Commercio Romano i loro calici accompagnano il percorso di assaggi, dimostrando quanto l’incontro tra cucina romanesca e vini di ricerca possa valorizzare entrambi. È la prova che la tradizione non è mai immobile: può dialogare con un calice contemporaneo senza perdere la sua anima.
Bernabei
Bernabei è una storica realtà della distribuzione di vini e distillati, da anni punto di riferimento per enoteche, ristoranti e appassionati. Se il produttore è l’origine del racconto e il ristoratore è il volto visibile al pubblico, il distributore è spesso l’anello di congiunzione che rende possibile l’incontro tra i due mondi.
La presenza di Bernabei alla Giornata del Commercio Romano sottolinea proprio questo ruolo: tenere insieme, ogni giorno, il lavoro dei produttori e quello dei ristoratori, garantendo continuità nelle forniture, selezione delle etichette e supporto a chi fa ristorazione e mescita di qualità.
Un itinerario del gusto tra Roma e il Lazio
Insieme, questi produttori e distributori compongono un itinerario gastronomico che unisce città e campagna: dalle aziende agricole alle cantine, dai frantoi ai caseifici, fino alle realtà che portano bottiglie e prodotti sulle tavole di ristoranti, trattorie e botteghe storiche.










