Il Matricano a Roma
Una storia lunga più di un secolo quella de “Il Matriciano” e della famiglia Colasanti che, da 4 generazioni, ha fatto della ristorazione la sua ragione di vita, basata sulla passione per la cucina romana e la convivialità, unite alla ricerca della qualità degli alimenti.
Il fondatore, Luigi Colasanti, nato ad Amatrice nel 1890, si trasferì a Roma nel 1911, dove aprì “Il Matriciano”.
In quegli anni di ristoranti veri e propri ce n’erano pochi.
Il Matriciano si presentò inizialmente come bottiglieria e vineria che dava la possibilità ai clienti di poter mangiare i cibi propri accompagnati dal vino fornito dal ristorante e, per chi lo volesse, gustare i piatti della cucina romana e amatriciana.
In pochi anni il Matriciano si trasformò in ristorante e quando Giuseppe, il figlio di Luigi e cuoco, dovette partire per la guerra, affidò la sua azienda nelle sagge mani della moglie Teresa.
Da 50 anni Il Matriciano è nelle esperte mani del patron Alberto Colasanti e della sorella Rosa.
Alberto, sempre presente e fedele ai vecchi insegnamenti, è anfitrione insuperabile: pronto ad accogliere tutti i suoi ospiti con semplicità e amabilità, continua ad avere la passione della cucina che, in prima persona, cura in tutti i suoi dettagli.
Insieme a lui sono diventate parte della compagine le figlie Cristiana e Fiore, sempre presenti e pronte a continuare la tradizione familiare e orgogliose di far parte della ristorazione romana da oltre un secolo.
Eleganza e tradizione si fondono, lasciando spazio ad uno stile unico e difficilmente imitabile. Quello di un posto in cui ci si sente a casa, dove si percepisce la genuinità degli ingredienti e dove si è trattati come ospiti ma anche come amici.
Con questo stesso spirito, Alberto Colasanti ci accoglie per mostrarci la preziosissima ricetta dei suoi fenomenali carciofi alla romana, un piatto imbattibile che ci racconterà e di cui ci svelerà tutti i segreti.

La pesante assenza dei turisti nella capitale
Uno dei primi argomenti che saltano fuori immediatamente appena ci accomodiamo, è l’assenza di turisti nella Capitale che si fa percepire sempre di più.
La cucina, specie quella tradizionale, è un’esperienza conviviale che a causa della pandemia sta subendo delle ingenti perdite. “Il periodo non è un granché” dice Alberto Colasanti “la mancanza del turismo si sente. Certo, non abbiamo mai lavorato esclusivamente con i turisti, ma prima almeno 20-30 coperti con i turisti li facevamo”.
Una triste disamina che però, da un lato, ha il vantaggio di apportare nuovamente quell’aria intima ad un locale che ha letteralmente visto la storia di Roma, non solo a livello culinario.
I clienti che hanno fatto la storia de Il Matriciano
Da Califano a Pasolini, dai politici alla nobiltà romana
Alberto Colasanti può vantare una lunghissima fila di clienti che si sono seduti ai suoi tavoli degustando le prelibatezze che lui, e sua madre prima di lui, preparavano con maestria.
“Abbiamo visto tantissime persone” ci racconta “attori, cantanti, cineasti. Addirittura, Califano aveva proprio una sua saletta, la saletta degli scrittori. Metteva a capotavola Elsa Morante, da un lato Moravia e dall’altro Pasolini”.
Il matriciano è un vero e proprio punto di ritrovo per gli artisti dunque, che avranno sicuramente trovato ispirazione tra una forchettata di pasta e l’altra.
Non solo scrittori, però, ma anche cantanti che, scherzosamente, Alberto Colasanti dice di aver ripetuto ormai fino allo sfinimento.
Tra i racconti di Alberto Colasanti anche quello di quando conobbe un giovane e non ancora famoso Sergio Leone, che era solito mangiare lì assieme ad Alberto Sordi e Mario Bonnard.
Quando gli chiediamo quali politici abbiano avuto l’onore di pranzare o cenare da lui, gli scappa un sorriso pensando ad Andreotti che al termine di ogni pasto baciava la mano a sua madre per ringraziarla. “Mia madre veniva da un paesino di 100 anime, aveva la quinta elementare, per lei era impensabile che Andreotti potesse baciarle la mano. Infatti ha sempre votato per la Democrazia Cristiana”.
Gli attuali clienti de Il matriciano
Solitamente la nobiltà romana, ma anche personaggi come Renato Zero o il Sindaco di Milano Sala, quando si trova a Roma. Insomma, una clientela molto variegata, che spazia tra chi cerca la ricercatezza e chi, invece, si aspetta di trovare familiarità e tradizione.
Intervista ad Alberto Colasanti del Matriciano Roma
Il leggendario carciofo alla romana del Matriciano a Roma
Elemento fondamentale è il carciofo romanesco, che con la sua sapidità e consistenza, regge in modo ottimale la cottura trattenendo al suo interno l’insieme di sapori e di odori tipici di questo piatto.
Sebbene la grande distribuzione ci abbia ormai abituati a trovare sulle nostre tavole qualsiasi prodotto in ogni momento dell’anno, è bene ricordare che il carciofo (in particolare quello romanesco) ha una propria stagionalità e il periodo migliore per trovarlo è proprio febbraio.
La ricetta tradizionale del carciofo alla romana
La preparazione del carciofo alla romana prevede pochi passaggi e pochi ingredienti, ma anche tanta attenzione e materie prime di eccellente qualità.
Basterà pulire il carciofo privandolo delle sue parti più dure e farcirlo con sale, pepe e mentuccia romana, ottima per conferire quell’aroma fresco e intenso che caratterizza il carciofo alla romana.
Una volta effettuato questo passaggio, basterà cuocere il carciofo in una pentola con acqua, olio e vino bianco fino a completa cottura.












