Ogni primavera, sui Monti Lepini, succede qualcosa che va ben oltre una semplice festa di paese. Le strade di Sezze si riempiono di profumi, di musica e di migliaia di visitatori arrivati da tutta la regione, e non solo. Se non hai ancora messo in agenda la Sagra del Carciofo di Sezze, stai perdendo uno degli appuntamenti enogastronomici più autentici del Lazio. Questa guida ti spiega tutto: storia, cosa mangiare, programma e come organizzare la visita.
Una sagra nata nel 1969
La manifestazione è nata nel 1969 e da allora non si è mai fermata. Nel 2026 si celebra la 55° edizione, in programma sabato 18 e domenica 19 aprile, nel cuore del centro storico di Sezze. Più di mezzo secolo di storia ininterrotta è già di per sé un dato che racconta quanto questa festa sia radicata nel territorio. Non è un’invenzione turistica recente, né un evento costruito a tavolino per attrarre visitatori: è una tradizione vera, nata dalla volontà di celebrare un prodotto identitario e rimasta fedele a sé stessa nel tempo.
L’evento è organizzato dal Comune di Sezze con il contributo della Regione Lazio, coinvolge produttori agricoli locali, attività di ristorazione, scuole, cittadini e turisti, e porta sui Lepini migliaia di persone ogni anno. Un sistema comunitario che funziona, e che negli ultimi anni ha saputo crescere senza perdere il carattere genuino che lo distingue da tante altre sagre del circuito laziale.
Il carciofo romanesco di Sezze: perché è speciale
Non tutti i carciofi sono uguali, e quello di Sezze lo dimostra bene. Il carciofo romanesco di Sezze si distingue per la sua forma tondeggiante, la consistenza tenera e il sapore delicato, con la particolarità di essere privo di spine. Queste caratteristiche non sono casuali: dipendono dal territorio in cui cresce.

Sezze produce il carciofo romanesco nella sua più eccellente qualità grazie al particolare microclima determinato dalla posizione dei campi di coltura, così vicini alle altitudini dei Monti Lepini ma altrettanto prossimi alla brezza temperata che proviene dalla costa adiacente. Un equilibrio raro, che si traduce in un prodotto difficile da replicare altrove. È questo il motivo per cui il carciofo di Sezze non è soltanto un ingrediente: è un simbolo. Lo sanno bene gli agricoltori locali, che lo coltivano con cura da generazioni, e lo intuisce chiunque lo assaggi per la prima volta.
Cosa si mangia alla sagra
Il piatto forte, ovviamente, è lui. Ma le ricette con cui viene proposto sono tante e ognuna merita attenzione. Dalle stradine del centro arrivano profumi di carciofi alla brace, alla romana con mentuccia e aglio, fino alla versione fritta alla giudìa.
Il menù della sagra comprende un brindisi di benvenuto, lasagna ai carciofi, zuppa di pane alla sezzese, carne alla brace, carciofi del montano nelle versioni alla giudia, arrosto e fritti dorati, dolci secchi di Sezze, acqua, caffè, amaro e una bottiglia di vino da un litro ogni quattro persone. Un pasto completo, pensato per chi vuole sedersi e godersi la festa senza fretta. Tra uno stand e l’altro è possibile anche acquistare direttamente i prodotti del territorio, portando a casa un po’ di quella qualità che si trova difficilmente altrove.
Il programma: musica, folklore e molto altro
La sagra non è solo cibo. Per le vie del paese sfila il tradizionale corteo folkloristico, con gruppi musicali e majorettes, mentre le numerose iniziative si diffondono tra piazze, musei e vie del borgo. La musica è grande protagonista, con concerti a partire dalle ore 15 di sabato presso il Parco della Rimembranza.

L’evento è arricchito dal Premio Vittorio Del Duca, assegnato alle composizioni di carciofi romaneschi più creative e più votate dal pubblico tra quelle realizzate dai vari espositori presenti durante la festa. Un modo originale per coinvolgere i visitatori e trasformarli da spettatori a protagonisti. Sono presenti anche mostre culturali e fotografiche e un mercatino dei bambini, mentre il centro storico viene chiuso al traffico e trasformato in un grande spazio di festa.
Come arrivare e come organizzarsi
Sezze si trova nel territorio dei Monti Lepini, in provincia di Latina, facilmente raggiungibile da Roma percorrendo l’Autostrada A1 in direzione Napoli o la via Appia. Il Comune ha potenziato i servizi per facilitare l’accoglienza dei visitatori: parcheggi geolocalizzati disponibili online, navette aumentate e aggiornamenti in tempo reale tramite i canali ufficiali, tra cui social e Telegram.
La Sagra del Carciofo registra numerose richieste di informazioni da città come Roma e Frosinone, quindi conviene muoversi per tempo, specialmente nella giornata di domenica che tende ad essere la più affollata. Arrivare al mattino permette di trovare parcheggio più facilmente, visitare il borgo con calma e poi fermarsi a pranzo senza stress. Per informazioni aggiornate sul programma, il riferimento diretto è il Comune di Sezze e la Pro Loco locale.
Conclusione
La Sagra del Carciofo di Sezze è una di quelle esperienze che difficilmente deludono. Porta con sé tutto quello che una festa di territorio dovrebbe avere: un prodotto eccellente, una comunità che ci crede, un borgo da scoprire e un’atmosfera che sa di genuino. Cinquantacinque edizioni sono la prova che certi appuntamenti resistono perché meritano davvero. Se hai già visitato la sagra, com’è andata? E se non ci sei ancora stato, cosa aspetti?












