Il 15 aprile 2026 al Teatro Comunale di Fiuggi e il 22 aprile nella Sala degli Arazzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), l’Associazione Botteghe Romane ha dato vita al Panzanella Manifesto: un evento in due tappe pensato per la Giornata Nazionale del Made in Italy, che ha saputo unire formazione culinaria, cultura del territorio e lavoro sulla mentalità dei giovani. Protagonista del percorso esperienziale: Maria Teresa Arcidiaco, human coach.
La panzanella come metafora: riconoscere le risorse che già abbiamo

“La panzanella è fatta di ingredienti semplici, ma insieme diventano qualcosa di speciale” — con queste parole Maria Teresa Arcidiaco descrive il cuore concettuale dell’evento. La metafora gastronomica diventa uno strumento di coaching: così come i singoli ingredienti si trasformano in qualcosa di più grande, anche le risorse umane esistenti — competenze, valori, talenti — aspettano solo di essere riconosciute e attivate.
La tradizione, in quest’ottica, non è qualcosa da conservare passivamente: è un patrimonio da riattivare con uno sguardo nuovo. Un approccio pienamente allineato con i valori del Made in Italy, che affonda le radici nella storia ma guarda al futuro.
La prima tappa a Fiuggi: il percorso esperienziale con gli studenti dell’Alberghiero Buonarroti
Al Teatro Comunale di Fiuggi, Maria Teresa Arcidiaco ha condotto i ragazzi dell’IPSSEOA Michelangelo Buonarroti in un percorso strutturato in tre fasi:
1. Immaginare il futuro — sentirlo, visualizzarlo, dargli forma.
2. Tornare al presente — riconoscere le risorse già disponibili.
3. Azioni concrete — piccoli passi da compiere subito.
Il metodo non aggiunge contenuti dall’esterno: rende visibile ciò che già esiste. Tra i risultati più toccanti: un ragazzo che ha chiamato il proprio ponte “Speranza”, un altro che sogna di tornare in Romania per aprire la sua attività, e una ragazza che ha scelto di condividere il proprio ponte solo con la coach.
Al MIMIT: quando la formazione diventa investimento istituzionale
Il 22 aprile, nella storica Sala degli Arazzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il progetto ha acquisito una dimensione istituzionale. I lavori realizzati dagli studenti sono stati presentati come dimostrazione concreta del valore della formazione orientata alla mentalità per il futuro del Made in Italy. “Non era solo un laboratorio scolastico — sottolinea Arcidiaco — era un investimento nel futuro”.
Mentalità e competenze tecniche: perché non bastano le une senza le altre
Nel Made in Italy, le competenze tecniche aprono le porte. Ma è la mentalità che trasforma un gesto tecnico in un’esperienza. Arcidiaco individua tre pilastri fondamentali per chi opererà in questo settore:
• Pensiero critico
• Intelligenza emotiva
• Capacità relazionale
Nell’era dell’intelligenza artificiale, i contenuti sono accessibili a tutti in pochi secondi. La vera domanda è: cosa resta davvero umano? La risposta, per Arcidiaco, è esattamente questa triade.
La scuola del futuro: dove competenze tecniche e umane si incontrano
La scuola non può essere solo trasmissione di informazioni: deve diventare un luogo di significato. La filosofia, ad esempio, può diventare uno spazio per imparare il dialogo, la comunicazione e l’arte di fare domande. Le discipline non perdono valore — vengono invece collegate alla vita reale. La scuola del futuro non separa rigidamente competenze tecniche e umane: le mette in connessione.
Il futuro non ha età: il momento più emozionante dell’evento

A Fiuggi, durante la degustazione, un signore di 84 anni ha chiesto alla coach: “Si può ancora desiderare il futuro a 84 anni?” La risposta di Arcidiaco è stata semplice e potente: “Il futuro è anche domani.” Un momento che ha confermato una verità fondamentale: questo lavoro non ha età.
«Il futuro non è qualcosa che arriva. È qualcosa che si costruisce, nel momento in cui iniziamo a guardarlo. E in fondo… andiamo dove guardiamo.»
— Maria Teresa Arcidiaco, human coach
Il contesto: perché il tema “giovani competenze” è al centro del Made in Italy 2026
Il Panzanella Manifesto non è un episodio isolato. Si inserisce in un contesto nazionale preciso: la Giornata Nazionale del Made in Italy 2026 ha scelto come tema ufficiale “Giovani competenze per il Made in Italy”. Con quasi 800 eventi in tutta Italia — di cui 101 solo nel Lazio — il MIMIT ha dichiarato che “la forza del Made in Italy risiede nelle competenze e nella capacità di trasmettere nel tempo i saperi che rendono uniche le nostre produzioni” (Ministro Adolfo Urso, marzo 2026).
I dati di mercato confermano l’urgenza. Nel 2026, oltre il 70% delle imprese italiane incontra difficoltà nel trovare profili con le giuste competenze trasversali. Il World Economic Forum prevede che entro il 2030 le soft skills avranno un peso ancora maggiore rispetto a oggi, a causa dell’automazione crescente. E già oggi, secondo la ricerca citata da Treccani, l’85% del successo professionale dipende da competenze trasversali, contro il 15% attribuibile a competenze tecniche.
La scuola è chiamata a rispondere. Studi dimostrano che programmi educativi orientati allo sviluppo delle soft skills producono effetti positivi su stabilità emotiva, ottimismo e autoefficacia degli studenti. Il lavoro di Arcidiaco con i ragazzi del Buonarroti va esattamente in questa direzione: non aggiunge contenuti, ma attiva risorse già presenti.
Note
Il Panzanella Manifesto è un format dell’Associazione Botteghe Romane, realizzato per la Giornata Nazionale del Made in Italy in collaborazione con il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il Comune di Fiuggi e l’IPSSEOA Michelangelo Buonarroti.
Media partner: Rai 3, Gambero Rosso, Il Messaggero, Il Tempo, Corriere della Sera.
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