Storia del quartiere ebraico di Roma
Il quartiere ebraico di Roma, noto come il Ghetto di Roma, ha una storia profonda che risale al 1555, quando fu istituito per ordine di Papa Paolo IV.
Storia del quartiere ebraico di Roma
Questo quartiere è tra i più antichi ghetti del mondo, preceduto solo dal Ghetto di Venezia. Papa Paolo IV nel 1555 emise una bolla papale che privava gli ebrei romani di tutti i loro diritti e ordinava la costruzione di alte mura intorno al quartiere ebraico, obbligando così gli ebrei della capitale a vivere lì. Questo gesto diede inizio alla costruzione di mura alte che circondavano il quartiere ebraico, creando una separazione fisica per la comunità ebraica della città.

Il quartiere ebraico di Roma è situato nel Rione Sant’Angelo, vicino al Teatro di Marcello, una zona scelta per la sua preesistente popolazione ebraica che risiedeva principalmente lì.
Gli ebrei furono obbligati a risiedere all’interno del ghetto e a portare distintivi che li rendessero riconoscibili. Inoltre, fu loro proibito esercitare qualsiasi commercio ad eccezione di quello degli stracci e dei vestiti usati.
Queste restrizioni furono ulteriormente inasprite nel 1572, quando Papa Gregorio XIII impose agli ebrei romani l’obbligo di assistere settimanalmente a prediche cattoliche nel tentativo di convertirli.
Il quartiere ebraico ha avuto una storia tormentata, essendo stato teatro di soprusi, violenze e, infine, del rastrellamento nazista il 16 ottobre 1943, quando la milizia nazista catturò più di mille ebrei che abitavano il ghetto e li deportò nel campo di concentramento di Auschwitz.
Oggi, il Quartiere Ebraico di Roma è un luogo ricco di storia, cultura e tradizione. È noto per la sua bellissima sinagoga, i tesori architettonici e il mercato delle pulci che si tiene tutti i giorni.
La sua ubicazione nel cuore del centro storico di Roma lo rende un punto di riferimento importante per residenti e visitatori, offrendo una testimonianza vivente della lunga e intricata storia della comunità ebraica nella capitale italiana.

Monumenti del quartiere ebraico
Nel quartiere ebraico di Roma, ci sono diversi monumenti che riflettono sia la ricchezza storica e culturale del quartiere che la più ampia storia di Roma. Ecco alcuni monumenti notevoli situati nel quartiere ebraico:
- Portico d’Ottavia: Questo antico portico risale all’epoca dell’Imperatore Augusto, ed è dedicato a sua sorella Ottavia. Era un tempo parte del foro piscatorio, un mercato del pesce.
- Tempio Maggiore: È la sinagoga più grande di Roma e si trova nel cuore del quartiere ebraico. Questo luogo di culto è stato molto importante per la comunità ebraica romana e continua ad esserlo oggi.
- Chiesa di Sant’Angelo in Pescheria: Questa chiesa è stata ricavata all’interno dell’antico mercato del pesce edificato sui resti del Portico d’Ottavia.
- Ponte dei Quattro Capi: Collega il quartiere ebraico all’Isola Tiberina, servendo come un simbolico collegamento tra diverse parti della città.
- Fontana delle Tartarughe: Una bellissima fontana che risale al periodo rinascimentale, con alcune attribuzioni a Bernini.
- Casa di Lorenzo Manilio e Chiesa di San Gregorio in Divina Pietà: Altri due monumenti che riflettono l’interazione storica tra la comunità ebraica e la più ampia popolazione romana.
- Chiesa di Santa Maria in Campitelli: Fu un luogo di preghiera durante la Seconda Guerra Mondiale, rappresentando un pezzo di storia sia per la comunità ebraica che per Roma nel suo insieme.

Le prelibatezze della cucina giudaico romanesca al quartiere ebraico
La cucina giudaico-romanesca è un’espressione unica dell’identità culturale della comunità ebraica di Roma, mescolando le tradizioni culinarie romane e giudaiche. Ecco alcune delle prelibatezze distintive di questa cucina:
- Carciofo alla Giudia: Questo è un piatto iconico, dove i carciofi vengono fritti fino a diventare croccanti e dorati.
- Dolci: La tradizione giudaico-romanesca è ricca di dolci, con ingredienti come miele, canditi e frutta secca. Alcuni dolci noti includono la pizza ebraica con uvette e canditi, il Tortolicchio (un biscotto a base di miele e mandorle), e la crostata di ricotta.
- Pastelle: Un impasto liquido di acqua e farina usato per avvolgere pesci e verdure, con il filetto di baccalà fritto come una delle preparazioni più apprezzate.
- Influenza Spagnola: Alcuni piatti della cucina giudaico-romanesca riflettono l’influenza spagnola, come il baccalà fritto, dovuta alla migrazione di molti ebrei dalla Spagna a seguito dell’espulsione ordinata da Ferdinando II Il Cattolico.
- Tortino di Alici e Indivia: Un altro esempio di piatto che può essere assaporato nella cucina giudaico-romanesca.
Ristoranti nel quartiere ebraico di Roma
Nel quartiere ebraico di Roma, troverai una varietà di ristoranti che offrono una fusione unica di sapori romani ed ebraici. La maggior parte dei ristoranti rinomati si trovano lungo la Via del Portico d’Ottavia, che è considerata il cuore di questa zona di Roma. Ecco alcuni ristoranti noti nel quartiere ebraico di Roma:
Sora Margherita
Il menù di Sora Margherita cambia ogni giorno in risposta alla disponibilità di ingredienti freschi e alla stagionalità, mantenendo sempre viva la tradizione culinaria romana.
Ad esempio, ogni giovedì, gli gnocchi fatti a mano sono una specialità che potrete gustare, mentre il sabato è dedicato alla trippa. Tra i primi piatti, non mancano mai i fondamenti della cucina romana: amatriciana, gricia e carbonara.
La pasta fatta a mano è una caratteristica distintiva di Sora Margherita, ed è particolarmente evidente nelle fettuccine cacio e pepe, che sono altamente raccomandate. Inoltre, i rigatoni con la pajata sono un altro piatto imperdibile, rappresentando un classico del quinto quarto romano, che si ritrova anche nei secondi piatti come il fegato alla piastra con rughetta e la coratella con carciofi o cipolla. Per una vera esperienza tradizionale romana, nei secondi piatti sono presenti anche l’abbacchio e il baccalà fritto.
Su Ghetto
Il ristorante Su Ghetto rappresenta l’ultima iniziativa della famiglia Dabush, che vanta trent’anni di esperienza nel settore della ristorazione. Con l’apertura di questo nuovo locale nel quartiere ebraico, la tradizione culinaria ebraica si fonde con quella romanesca, e non solo.
Grazie a un’atmosfera accogliente, giovane e dinamica, il ristorante invita i clienti a scoprire una varietà di piatti kosher dalla colazione alla cena, passando per l’aperitivo. Oltre alla tradizione kosher, Su Ghetto offre anche specialità mediterranee, con un’attenzione particolare ai piatti a base di pesce e verdure.
Gigetto al portico d’ottavia
Nel cuore del quartiere ebraico, “Giggetto al Portico d’Ottavia” rappresenta una vera e propria istituzione. Grazie all’abilità culinaria di Sora Ines, il ristorante è famoso per i suoi ineguagliabili carciofi alla giudia, un tesoro del patrimonio culinario romano.
Oggi, la guida del locale è passata alla terza generazione della famiglia: Franco Ceccarelli, figlio di Ines e Giggetto, insieme al suo figlio Claudio, che sono determinati a preservare l’autenticità e l’essenza della tradizionale osteria romana.
Presso “Giggetto”, avrete l’opportunità di esplorare la cucina giudaico-romanesca, che prende spunto dalla filosofia del quinto-quarto. Sebbene economica per quanto riguarda il costo degli ingredienti, questa cucina offre una ricchezza di sapori ineguagliabile.
Il concetto di quinto-quarto dà vita a piatti preparati con organi interni, o come preferiscono dire i veri romani, con “frattaglie” (fegato, rognoni, animelle, trippe, coda, testa, cervello e così via).












