Il quinto quarto
Il quinto quarto, conosciuto anche come frattaglie, è stata per lungo tempo una porzione di carne trascurata e relegata alle tavole delle classi meno abbienti. Oggi, la percezione è cambiata radicalmente, e questi tagli sono diventati una vera e propria prelibatezza.
Ristoratori di alto livello e cuochi tradizionali hanno riscoperto le frattaglie, valorizzando il loro sapore in maniera unica, dando vita a piatti che uniscono tradizione e innovazione di questo prodotto tipico del Lazio.
Quinto Quarto: Origine del Nome
L’origine del termine “quinto quarto” si riferisce alla parte dell’animale che non appartiene ai quattro tagli principali, inclusi gli organi interni. Un tempo considerato un “quarto nascosto”, oggi è fonte di grande interesse gastronomico.
La Varietà delle Frattaglie
Le frattaglie o quinto quarto rappresentano un insieme di parti diverse dell’animale, tra cui:
- Trippa
- Rognoni
- Cuore
- Polmoni
- Fegato
- Milza
- Animelle
- Intestino tenue
- Testicoli
- Mammelle
- Cervello
- Lingua
- Coda
- Zampe
Frattaglie: Una Tradizione che Vive
Le frattaglie rappresentano una parte essenziale della cucina italiana e romanesca, testimonianza di una tradizione culinaria che sa valorizzare ogni parte dell’animale. Con sapori decisi e consistenze uniche, queste prelibatezze hanno ritrovato il loro posto d’onore sulla tavola, grazie alla capacità di rinnovarsi e di adattarsi alle tendenze moderne senza perdere le proprie radici.
In un mondo sempre più attento al consumo responsabile e sostenibile, il quinto quarto rappresenta anche un esempio di come si possa rispettare l’intero animale, senza sprechi, contribuendo a un approccio culinario più etico ed ecologico.
L’arte di cucinare le frattaglie continua a vivere nelle mani di chef professionisti e nelle cucine delle nonne, portando avanti una tradizione che, lontana dall’essere dimenticata, rappresenta un tesoro gastronomico da valorizzare e custodire.
Il Quinto Quarto nella Cucina Romanesca
Roma, con la sua storia millenaria, ha una tradizione culinaria altrettanto antica e ricca. All’interno di questa tradizione, il quinto quarto occupa un posto d’onore, rappresentando l’anima della cucina popolare romana. Le frattaglie, infatti, rappresentano una parte essenziale della cucina romanesca, creando piatti che sono diventati simboli della città.
Coda alla Vaccinara
Una delle ricette più rappresentative è senza dubbio la coda alla vaccinara. Questo stufato è realizzato con la coda di manzo, cotta lentamente con pomodoro, sedano, carota e cipolla, fino a diventare tenera e succulenta. La coda alla vaccinara è un piatto sostanzioso, profondo e ricco di sapori, un emblema della cucina romana.
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Pajata
La pajata è un altro piatto tipico della tradizione romanesca. Si tratta dell’intestino del vitello da latte, ancora pieno del latte non digerito, cucinato in umido con pomodoro e spesso servito con i rigatoni. La pajata ha un sapore delicato e una consistenza cremosa, rendendola un piatto unico e apprezzato.
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Coratella con i Carciofi
Un’altra preparazione tipica della cucina romana è la coratella con i carciofi. La coratella è composta da cuore, polmone e fegato di agnello, cotti lentamente con cipolla, vino bianco e carciofi freschi. Il risultato è un piatto saporito e delicato, dove i sapori delle frattaglie si sposano perfettamente con la dolcezza dei carciofi.

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Trippa alla Romana
La trippa alla romana è un altro classico della cucina del quinto quarto romano. Cotta con pomodoro, menta e pecorino romano, la trippa assume una consistenza morbida e un sapore unico, che ne fa uno dei piatti più amati della tradizione locale.

Conclusione: Un Patrimonio Gastronomico da Valorizzare
La cucina del quinto quarto a Roma è un tesoro gastronomico che ha resistito al tempo. La capacità di trasformare tagli di carne un tempo considerati meno pregiati in prelibatezze squisite è un segno di una cultura culinaria profonda e radicata.












