Il commercio di prossimità torna al centro delle politiche regionali del Lazio. La Giunta regionale ha approvato le Linee guida per il finanziamento delle Reti d’Impresa 2026, stanziando 9 milioni di euro a sostegno delle attività commerciali su strada. Per Roma Capitale il contributo massimo ottenibile è di 100.000 euro per singolo progetto di rete. L’avviso pubblico sarà pubblicato a maggio: il momento per organizzarsi è adesso.
Cosa sono le Reti d’Impresa e perché sono importanti per il commercio di quartiere
Le reti d’impresa sono sistemi di collaborazione tra diverse imprese con l’obiettivo di condividere risorse, competenze e conoscenze per migliorare la propria competitività sul mercato. Si tratta, in sostanza, di uno strumento che consente a piccole e medie imprese di fare sistema senza rinunciare alla propria autonomia giuridica ed economica.

Le reti di imprese sono costituite da realtà che scelgono di collaborare per innovare e competere sul mercato: tramite un contratto si permette alle imprese partecipanti di mettere in comune attività e risorse per migliorare il funzionamento aziendale e rafforzare la competitività. È uno strumento che consente di realizzare obiettivi che da soli sarebbe difficile o impossibile raggiungere.
Per un negozio di quartiere, una bottega artigiana o un ristorante, questo si traduce in opportunità concrete: campagne di promozione condivise, eventi sul territorio, acquisti in comune, segnaletica coordinata, piattaforme digitali, formazione. Tutte attività che un singolo esercente fatica a sostenere da solo, ma che diventano accessibili — e spesso finanziate — quando si agisce in rete.
La creazione di una rete d’impresa permette a piccole realtà di crescere nel mercato aumentando le energie con una sensibile riduzione dei costi, di unire fattori produttivi e forza economica senza toccare l’autonomia delle imprese partecipanti, e di scambiarsi informazioni, specializzazioni e prestazioni.
Rete contratto o rete soggetto: le due forme principali
Esistono due forme giuridiche principali. La rete contratto è un accordo tra imprese che non dà origine a un soggetto giuridico autonomo: è più snella, non richiede partita IVA propria e può essere costituita anche con firma digitale. La rete soggetto, invece, acquisisce una propria soggettività giuridica, con partita IVA e obblighi contabili, ed è la forma più strutturata per reti che gestiscono fondi comuni o svolgono attività economica in modo continuativo.
Per il bando regionale laziale, il soggetto promotore può essere costituito in forma societaria, consortile, tramite contratto di rete o qualsiasi altra forma associativa. L’importante è che la rete raggiunga il numero minimo di 20 attività economiche aderenti.
Il bando Reti d’Impresa 2026 della Regione Lazio: cosa prevede
La Regione Lazio ha stanziato 9 milioni di euro per sostenere le Reti d’Impresa e i contributi potranno essere richiesti dai Comuni del Lazio per finanziare associazioni locali di piccole e microimprese commerciali, artigianali, turistiche, dell’intrattenimento, culturali e dei servizi, con l’obiettivo di favorire la rigenerazione urbana e contrastare la desertificazione commerciale.
Le risorse sono distribuite in modo proporzionale alla dimensione demografica dei Comuni. Per Roma Capitale, i Comuni capoluogo di provincia e i Comuni non capoluogo con più di 50.000 abitanti il contributo massimo è di 100.000 euro. Per i Comuni tra 15.001 e 50.000 abitanti il tetto è fissato a 80.000 euro, per quelli tra 5.001 e 15.000 abitanti a 65.000 euro, e per i Comuni fino a 5.000 abitanti a 50.000 euro.
Le Linee guida sono state concertate con le principali associazioni di categoria — Confcommercio, Confartigianato, CNA, Confesercenti — per calibrare lo strumento sulle reali esigenze dei territori. Dal 2023 al 2025 la Regione Lazio ha sostenuto oltre 150 reti d’impresa distribuite in 110 Comuni, valorizzando più di 6.000 piccole attività grazie a un investimento complessivo di 15,8 milioni di euro. Il bando 2026 si innesta su questa esperienza consolidata, ampliandone la portata.
Cosa si può finanziare con il bando
I programmi di rete ammessi al finanziamento coprono quattro macro-aree di intervento. La prima riguarda la manutenzione e l’arredo urbano: street art, installazioni artistiche, panchine, fioriere, totem, illuminazione, sistemi di videosorveglianza. La seconda si concentra sulla mobilità sostenibile e l’accessibilità: abbattimento di barriere architettoniche, efficientamento energetico, infrastrutture per la mobilità dolce. La terza macro-area finanzia comunicazione, marketing e animazione territoriale: eventi, campagne promozionali, iniziative culturali ricorrenti, accoglienza turistica. La quarta, infine, riguarda innovazione e formazione digitale: servizi condivisi, piattaforme logistiche, percorsi formativi per le imprese e i cittadini.
Il contributo regionale è erogato in tre tranche: un primo acconto del 30% alla pubblicazione dell’atto di ammissione, un secondo acconto del 60% dopo la rendicontazione intermedia, e il saldo finale del 10% al completamento del programma.
Botteghe Romane partecipa: unisciti alla rete prima di maggio
Associazione Botteghe Romane ha già costruito negli anni una rete solida di oltre 40 attività commerciali tra negozi, botteghe e locali di Roma. Oggi, con il bando regionale alle porte, è il momento di fare un passo in più. L’associazione è in cerca di almeno altre 20 realtà che vogliano entrare nel progetto e contribuire a costruire un programma di rete competitivo da presentare a maggio.
Partecipare a Botteghe Romane significa non solo concorrere per ottenere fino a 100.000 euro da investire nel proprio territorio, ma entrare a far parte di una comunità commerciale attiva, che lavora ogni giorno per valorizzare le attività locali, promuovere l’identità dei quartieri romani e dare voce al commercio di prossimità davanti alle istituzioni.
Possono aderire esercizi di vicinato, medie strutture di vendita, attività artigianali, locali di somministrazione, attività turistiche, culturali, di intrattenimento e di servizio. La rete è aperta a tutte le realtà commerciali su strada che si riconoscono nei valori del commercio di quartiere.
Se hai un negozio, una bottega o un ristorante a Roma, scrivi in direct message oppure lascia un commento con la parola “RETE” per ricevere tutte le informazioni su come aderire.
Fino al 31 marzo 2026, le attività a conduzione femminile possono iscriversi all’associazione con una riduzione del 50% sulla quota associativa per i primi sei mesi.












