Ricetta dei filetti di baccalà in pastella

Filetti di baccalà in pastella
Attrezzatura
- 1 Ciotola grande per la pastella
- 1 frusta per mescolare la pastella
- 1 padella profonda per friggere
- 1 pinze da cucina per scolare i filetti di baccala
- 1 carta da cucina per asciugare i filetti dall'olio in eccesso
- 1 termometro da cucina per controllare la temperatura dell'olio
Ingredienti
- 4 filetti baccalà già ammollato
- 150 g farina 00
- 200 ml birra o acqua frizzante
- q.b. sale
- q.b. pepe
- q.b. olio di semi per frittura
Istruzioni
- Assicurati che il baccalà sia stato precedentemente ammollato per almeno 24-48 ore, cambiando l'acqua regolarmente per eliminare il sale in eccesso. Asciugalo bene con della carta da cucina.
- In una ciotola, versare la farina e un pizzico di sale e pepe. Aggiungere gradualmente la birra (o l'acqua frizzante), mescolando con una frusta per evitare grumi. La pastella dovrebbe avere una consistenza liscia e abbastanza densa. Se risulta troppo spessa, aggiungi un po' più di birra o acqua. Se troppo liquida, aggiungi un po' di farina.
- In una padella profonda, riscaldare abbondante olio. Per verificare se l'olio è pronto, puoi immergere lo stelo di un cucchiaio di legno: se si formano delle bollicine attorno, l'olio è pronto per friggere.
- Prendere un filetto di baccalà, immergerlo nella pastella, assicurandosi che sia ben ricoperto su entrambi i lati.
- Con molta attenzione, posizionare il filetto di baccalà nella padella con l'olio caldo. Friggere fino a quando diventano dorati da entrambi i lati, poi rimuoverli con una schiumarola e lasciarli sgocciolare su carta da cucina per eliminare l'olio in eccesso.
- Servire i filetti di baccalà in pastella ben caldi, magari accompagnati da spicchi di limone e una salsa a piacere (ad esempio, una salsa tartara).
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Origini e Diffusione del baccalà
Il legame tra Roma e il baccalà ha radici profonde e inaspettate. Nonostante il baccalà sia un pesce di mare, lontano dalle acque interne di Roma, la sua presenza nella cucina capitolina ha una storia secolare. Si ritiene che i mercanti portoghesi abbiano introdotto il baccalà in Italia nel XVI secolo. La sua capacità di conservarsi a lungo, grazie al processo di essiccazione e salatura, lo ha reso ideale per lunghi viaggi e di conseguenza ha trovato un posto d’onore nella cucina romana.
La Cucina Romana e il Baccalà in pastella
Roma ha adottato e adattato questo pesce nella sua tradizione culinaria come poche altre città. Il baccalà in pastella rappresenta uno dei modi più apprezzati di gustarlo, ma è solo una di tutte le varianti presenti nelle trattorie romane.
Curiosità sul baccalà a Roma
Roma celebra il baccalà in modi unici. Ad esempio, “Roma baccalà“, un evento annuale, trasforma le strade della città in un festoso tributo a questo pesce. Ogni angolo offre una versione diversa, una ricetta unica, una nuova interpretazione.
Materia Prima per il baccalà in pastella

La preparazione del baccalà richiede attenzione e pazienza. Prima di poterlo cucinare, il baccalà salato va ammollato in acqua per svariati giorni, cambiando l’acqua frequentemente. Questo processo “purifica” il pesce dal sale in eccesso, preparandolo per la cottura.
Conclusione
Da un pesce “straniero”, il baccalà è diventato un emblema della cucina romana. Il suo sapore, arricchito dalla croccante pastella, è un viaggio attraverso i secoli, un assaggio della storia e della passione di Roma per la buona cucina.












