Una storia che comincia a Borgo Pio
Sciascia Caffè nasce nel 1919 a Roma, per mano di Adolfo Sciascia, cugino del celebre scrittore Leonardo Sciascia. Il primo locale si trovava nel quartiere Borgo Pio, a pochi passi da San Pietro. Quando, negli anni Trenta, l’abbattimento della Spina di Borgo ridisegnò quella parte della città, la caffetteria si trasferì nella sede che ancora oggi conosciamo: via Fabio Massimo 80/A, nel cuore di Prati.
Gli anni della Seconda Guerra Mondiale misero a dura prova l’attività: la scarsità di materie prime costrinse il locale a reinventarsi temporaneamente come negozio di generi alimentari per conto del governo. Finita la guerra, Sciascia tornò a fare quello che sapeva fare meglio — versare caffè — e divenne presto un ritrovo per artisti, scrittori e intellettuali. Tra i clienti più affezionati, Alberto Sordi, che qui amava fermarsi per il suo espresso.
Fu in questi anni che Adolfo Sciascia creò una delle specialità più amate della casa: lo Sciascino, un marsala all’uovo tanto apprezzato da meritare una dedica del poeta romano Trilussa, habitué del locale.
Il caffè al cioccolato fondente, il simbolo della casa
Se c’è una cosa per cui Sciascia Caffè è conosciuto in tutta Roma — e ben oltre — è il suo caffè al cioccolato fondente. Una miscela segreta che fonde la profondità aromatica dell’espresso italiano con la dolcezza calda del cioccolato, servita in autentiche tazzine d’argento. Non è solo una scelta estetica: l’argento trattiene più a lungo il calore e accompagna meglio gli aromi, regalando un’esperienza che coinvolge gusto e vista insieme.

Non è raro incontrare clienti arrivati da altre zone della città, o da fuori Roma, apposta per questa specialità. Tra le altre proposte della casa:
- Gran Cappuccino Eccellente, con latte fresco e schiuma vellutata
- Cioccolata calda densa, preparata con cioccolato di alta qualità
- Granite artigianali ai gusti di arancia rossa di Sicilia, mandarino tardivo di Ciaculli, limone di Amalfi e melograno
- Il già citato Sciascino, il marsala all’uovo della tradizione
A questo si aggiunge un assortimento di prodotti da torrefazione e gastronomia — caffè in grani o macinato, cioccolato, liquori, dolci — acquistabili anche tramite lo shop online del locale, con spedizioni che arrivano ben oltre i confini di Roma.
Entrare da Sciascia è un salto nel tempo
Chi varca la soglia di via Fabio Massimo lo nota subito: l’ambiente non ha rincorso le mode. Boiserie scure, specchi d’epoca, luci calde e soffuse compongono un’atmosfera da caffetteria borghese di inizio Novecento. Alle pareti, fotografie in bianco e nero raccontano decenni di clienti e di storia cittadina.

Anche il servizio segue un suo rituale: gesti misurati, cortesia discreta, nessuna fretta. Non c’è musica di sottofondo a disturbare: solo il tintinnio delle tazzine e l’aroma del caffè appena macinato. Un’esperienza che molte recensioni recenti — tra Tripadvisor e Google — continuano a descrivere come autentica, lontana dai circuiti più turistici della capitale, nonostante la vicinanza al Vaticano.
Tre generazioni, un solo bancone
Oggi la “memoria storica” della caffetteria è Adolfo Sciascia, omonimo nipote ottantatreenne del fondatore. La gestione operativa del locale è invece affidata da un decennio a Claudio Farina, amministratore delegato della società, che negli ultimi anni ha affiancato alla tradizione una serie di novità: un sito web rinnovato, lo shop online, e soprattutto un progetto di espansione del marchio attraverso il franchising.
Il piano, annunciato ufficialmente alla fine del 2022 dopo un rinvio dovuto al lockdown, prevede tre formati di affiliazione pensati per chi gestisce già un’attività di ristorazione:
- Piccolo: un corner di sola degustazione, pensato per centri commerciali, aeroporti, stazioni
- Medio: un bistrot, ovvero un bar con tavola fredda e pasticceria
- Large: un locale completo, con bar, ristorazione e pasticceria
L’obiettivo, nelle parole di Farina, è far conoscere il caffè al cioccolato fondente — e con esso l’idea di ospitalità romana che lo accompagna — a un pubblico sempre più ampio, in Italia e all’estero, mantenendo però la stessa cura e gli stessi standard della sede storica.
Nel 2019, in occasione del centenario, è stata aperta una seconda sede, Sciascia Caffè Mazzini, in via Sabotino, a pochi passi dal locale originario: stesso stile retrò, stessa filosofia, pensata per ampliare l’offerta senza disperdere l’identità del marchio.
Un Locale Storico riconosciuto dalla città
Nel 2005 il Comune di Roma ha conferito a Sciascia Caffè 1919 la qualifica di Locale Storico, un riconoscimento che ne sancisce il valore culturale e identitario per la città. Un anno dopo, nel 2006, il locale si è aggiudicato anche il premio del Gambero Rosso come miglior bar d’Italia — un riconoscimento che, insieme alle recensioni più recenti (il locale mantiene oggi una valutazione tra le più alte della zona Prati su Google e Tripadvisor, con il riconoscimento Travellers’ Choice), confermano una qualità che non si è mai allentata nel tempo.
Informazioni utili
Dove: Via Fabio Massimo 80/A, 00192 Roma (Prati), a pochi passi da Città del Vaticano Orari: tutti i giorni, 7:00–21:00 (la domenica apertura posticipata) Seconda sede: Sciascia Caffè Mazzini, via Sabotino
Una storia che continua, tazzina dopo tazzina
Più di cento anni e tre generazioni dopo la sua apertura a Borgo Pio, Sciascia Caffè 1919 resta un punto fermo nella memoria collettiva romana — e, grazie al progetto di franchising, si prepara a portare quella stessa idea di tradizione anche fuori dai confini di Prati e di Roma. Ma chi vuole conoscerne davvero lo spirito, probabilmente, dovrà ancora passare da via Fabio Massimo: dove il tempo, come sempre, si misura in sorsi e non in minuti.












